Capacità di sintesi e semplificazione del design italiano

Capacità di sintesi e semplificazione del design italiano

Capacità di sintesi e semplificazione del design italiano admin

A differenza del design statunitense e nord-europeo, nato da correnti artistiche e strutturato su precisi ideali estetici (il razionalismo, il costruttivismo e molti altri), il design italiano non ha avuto elementi stilistici idealizzati (eccetto quelli futuristi) lasciando spesso molta più libertà agli spiriti geniali dei suoi disegnatori.

Questo ha permesso di conservare meglio di altre esperienze e di altre scuole del design, il contatto diretto con la cultura popolare e contadina, dalla quale i designer italiani hanno tratto la capacità di semplificazione e la conseguente semplicità di composizione, elaborando prototipi semplici.

La caratteristica di ridurre i componenti per la realizzazione dei progetti fu una degli elementi innovativi del design italiano della prima metà del Novecento, ma la stessa capacità di sintetizzare l’uso e l’utilizzo di un oggetto saranno ancora fondamentali, negli anni cinquanta, per la sperimentazione dei materiali plastici e in moplen.

La ricerca di forme semplici e allo stesso tempo elementari e primarie, ha consentito al design italiano di inventare un nuovo alfabeto formale costituito da elementi modulari che sono stati al centro delle ricerche dei designer tra gli anni Sessanta e Settanta, costruendo elementi che per la prima volta fossero impilabili, allineabili o utilizzati in moduli ripetibili, rispondendo così, in maniera semplice, ai principi funzionali della cultura contadina la quale concepiva i suoi recipienti, le ceste o gli attrezzi della terra in maniera tale da essere facilmente trasportabili sui campi e costituiti da pochi elementi, facilmente sostituibili.

Quest’attitudine alla semplicità ha consentito al design italiano di essere uno straordinario strumento didattico, utilizzando il design come elemento pedagogico.